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Sul Lago di Garda si accende lo sport: il fuoco olimpico sfida l'inverno.

23 Febbraio 2026
NEWSIl freddo pungente di una mattina d’inverno non è bastato a spegnere il calore di una giornata destinata a restare nella storia del Circolo Vela Arco. In una grigia giornata un bagliore insolito ha colorato la monotonia cromatica di questa stagione: la fiaccola olimpica è approdata al Lago di Garda. Il clima, quello delle grandi occasioni, non ha rappresentato solo un protocollo formale, ma la consapevolezza di accogliere un simbolo universale di pace e resilienza, essenza autentica dello spirito sportivo. L’arrivo del braciere è stato salutato da un lungo applauso delle autorità presenti, tra cui il presidente del Circolo, Carlo Pompili, e il vicepresidente Massimo Cagnoni. "Vedere quella fiamma qui, tra le nostre montagne e le nostre acque, è un promemoria di ciò che lo sport può fare: unire ciò che, troppo spesso, gli uomini e la geografia dividono" ha commentato uno dei presenti tra la folla. Tuttavia il momento più suggestivo si è consumato sull'acqua. Il tedoforo, custode del fuoco, è salito a bordo di un’imbarcazione che ha puntato la prua verso il largo. La meta? Una boa simbolica, situata nel punto esatto in cui i confini di Trentino, Lombardia e Veneto si fondono nel blu intenso del Garda. In quel punto esatto, dove tre terre diverse si toccano, la fiaccola ha brillato con rinnovata intensità, sospesa tra cielo e acqua, annullando ogni barriera amministrativa in nome dello spirito a cinque cerchi. Ad attendere la fiaccola, come una guardia d'onore coraggiosa e colorata, c’erano loro: i ragazzi della squadra agonistica Open Skiff del Circolo Vela Arco. Nonostante le temperature tutt’altro che miti, i giovani atleti sono usciti in acqua con i loro scafi, circondando il fuoco olimpico con la freschezza e l'energia di chi sogna, un giorno, di gareggiare per quella stessa fiamma. Vederli lì, piccoli punti bianchi nel grigio intenso del lago, ha dato il vero senso alla giornata. Non è stata solo una sfilata, ma un passaggio di testimone ideale. Dopo aver doppiato la boa e i nostri ragazzi festanti, la fiaccola ha riconquistato la terraferma, approdando a Torbole, destinata a proseguire il suo percorso verso la sede della Olimpiadi di Milano-Cortina. Un ultimo emozionato saluto e la consapevolezza che il Circolo Vela Arco, nel suo piccolo, ha dato un’importante contributo alla riuscita della manifestazione. L’augurio che resta, mentre la fiamma prosegue il suo viaggio, è che quello stesso calore possa accompagnare questi giovani velisti non solo nelle regate più impegnative, ma in ogni sfida della loro vita. Perché lo spirito olimpico, una volta acceso, non teme né il freddo né il vento. Anzi....... - Marco Ortolani , Socio del CVA